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Oggi parliamo di elettromedicali.

Strano argomento, vero? Non capita tutti i giorni di parlarne…

Beh, nel mio caso ho fatto un sito fin dal 2006 che ne parla. Potete andarlo a vedere: http://info2.altervista.org
Il sito in sé è ormai obsoleto, come si può facilmente vedere, ma le informazioni che vi potete trovare sono sempre attuali. All’epoca costruivo personalmente gli apparecchi; oggi non più, visto che l’industria produce macchine efficaci a prezzi molto contenuti.

Per farvi capire in poche parole, vi faccio un esempio.

Coltivate fiori sul balcone? Bene. Se vedete una pianta un po’ sofferente, cosa fate? Gli date un po’ di acqua, e casomai un po’ di concime, o la riempite di veleni chimici?

Risposta ovvia, direi.
E allora perché, quando avete qualche piccolo disturbo, ricorrete subito ai farmaci?
Non sarebbe più ovvio, e più efficace, scoprirne le cause e agire su di esse?

Sapete che molti analgesici di comune utilizzo hanno pericolosi effetti collaterali? Il caso più clamoroso è quello della nimesulide, un principio attivo largamente utilizzato; provate a fare una ricerca con Google, o date un’occhiata a Wikipedia… A parte i rarissimi casi tragici, quello che vi potete sicuramente aspettare è che avrete un beneficio immediato del tutto effimero in cambio di una intossicazione cronica, che in prospettiva consoliderà i vostri disturbi. Sarete costretti a usare di nuovo, e ancora di nuovo, lo stesso farmaco o altri, giusto per variare modo di intossicarsi…

Non è abbastanza chiaro? Te lo dico in un altro modo.

Le case farmaceutiche, per fare i loro affari, hanno bisogno che TU diventi un malato cronico. Soltanto così avranno la garanzia che ti recherai regolarmente in farmacia a spendere i tuoi soldi, prima ancora che al supermercato per comprare il pane.

Cosa fare, allora?

Ecco che ci viene in aiuto la ricerca scientifica, che diventa tecnologia, e in particolare arriviamo agli elettromedicali.

Il più efficace, a mio avviso, è la magnetoterapia. Funziona con un principio estremamente semplice: il nostro corpo contiene il 70% di acqua. E la molecola dell’acqua è un dipolo: ha una zona positiva e una negativa. Non entro qui in troppi dettagli; se li volete trovare vi ho già indicato il mio vecchio sito.
Mi limito a evidenziare che, applicando al nostro corpo campi elettromagnetici a bassa frequenza, – non stiamo parlando quindi dell’uso di magneti permanenti –  le molecole di acqua entrano in oscillazione, e così facendo creano un effetto micromassaggio a ogni singola cellula. In questo modo ogni cellula sarà facilitata a espellere prodotti di rifiuto, e di pari passo far entrare ossigeno e sostanze nutritive, e di conseguenza a… stare meglio.

Proprio come una pianta alla quale diamo acqua e concime, invece che veleni.

Che ve ne pare?

Naturalmente, se siete abituati da anni a intossicarvi con i farmaci, non sarà tanto facile né immediato riuscire a farne a meno del tutto. Ma basta che abbiate in mente le giuste indicazioni, e la volontà di percorrere un cammino di disintossicazione, e i risultati saranno visibili. E duraturi.

Un salutone da Marco.

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Il decalogo della produttività

Ho ricevuto da Max Formisano il decalogo del sistema “Produttività 300%”.
Voglio condividerlo con voi, perché ritengo che sia veramente indispensabile.

1) Individua l’essenziale:
focalizza le attività più importanti ( “essenziali”) della tua vita,
 sia personali che professionali.

2) Invalida il resto:
delle attività non essenziali, decidi quali invalidare ovvero:
 eliminare, ridurre, delegare o rimandare.

3) La triade T.e.a. :
è la cosa più importante che hai: tempo, energia e attenzione.
Ed è limitata, non puoi darla a tutti.

4) La forza di volontà:
non è infinita, anzi, ne hai solo un limitato quantitativo al giorno.
Destinalo subito alle attività essenziali.

5) Riposo di qualità:
riposare sempre connessi a uno smartphone o un computer…
è un’idiozia e non è vero riposo. 

6) Il sonno:
 almeno 7 ore di buon sonno sono essenziali per
uno stile di vita migliore e un’alta produttività.
Dormire spesso 4-5 ore comporta seri pericoli per la salute.

7) Blocchi ininterrotti di attività essenziali:
lavora per 50 minuti senza interruzione su ciò che davvero
è rilevante, almeno 3 blocchi al giorno, con 10 minuti di pausa dopo ciascuno.

8) Multitasking:
è un’altra idiozia e significa fare male più cose
contemporaneamente (e danneggia la salute e l’umore).

9) Passione:
 raramente ci sono alti risultati senza passione per quel che si fa.
 Non devi importela, devi scegliere attività che ti appassionino.

10) Pianificazione:
chi non pianifica alcunchè è un dilettante, chi iperpianifica perde tempo
(visti i velocissimi cambiamenti in ogni mercato).
Pianifica il giusto e agisci.

Che ve ne pare?

Provare, per credere…

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Perchè è più facile lamentarsi piuttosto che provare a fare qualcosa ?

Molte persone sono immobili, bloccate, inerti, in attesa di non si sa che cosa, in attesa di qualcosa o di qualcuno che cambi le cose !

Molti aspettano che “finisca la crisi”, e aspettano che magari il nuovo governo faccia qualcosa…

La spiegazione di ciò sta nel principio, ed è dovuta ai nostri genitori.
Sì, hai capito bene, proprio ai tuoi genitori, che a loro volta lo devono ai loro genitori.

I tuoi genitori ti hanno sempre spiegato cosa non dovevi fare, ti hanno insegnato che una data cosa non si fa, che quell’altra è sbagliata, ti hanno evidenziato i tuoi errori, come facevano i tuoi professori a scuola.
A scuola ci evidenziano i nostri errori, al lavoro ci rimproverano i nostri errori e perfino in famiglia ci fanno notare quando sbagliamo.

Attorno a te c’è molta gente pronta a dirti che stai sbagliando, che stai commettendo errori e questo ti crea un blocco mentale che ti impedisce di provare strade nuove, di cercare nuove soluzioni.
Hai una grande paura di sbagliare, così eviti di trovare e di percorrere le tue strade ma ti affidi alle strade già percorse dagli altri. 

In questo modo eviti che qualcuno ti possa dire che hai sbagliato ma continui a percorrere le loro stesse strade sperando di ottenere un risultato diverso. 

Per questo motivo, ognuno di noi quando legge qualcosa o sente parlare qualcuno è alla ricerca di qualcosa di sbagliato, cerca l’errore.

Pensaci ! 

Anche tu mentre stai leggendo sicuramente starai provando a trovare quello che non ti è piaciuto, quello per cui non sei d’accordo o che credi sia sbagliato. Avrai trovato moltissime cose.

Invece prova a trovare qualcosa che ti è piaciuto, che condividi o che ritieni possa essere interessante e utile anche per gli altri. Probabilmente troverai poco o nulla.

Quindi è la tua impostazione che ti sta limitando, non riesci a mettere in atto un cambiamento perchè hai paura di fallire ma sopratutto hai il timore che gli altri ti dicano che hai sbagliato.

Ricordati che non fallisce chi ci prova e non riesce ma chi si lamenta sempre senza mai provare !

Tutti commettiamo errori ma non sempre li capiamo o ne capiamo il perchè, così continuiamo a commetterli. La disciplina dell’interazione UOMO – MACCHINA, che studia anche i fattori umani all’origine degli errori e studia le strategie per prevenirli o per ridurne gli effetti, ci può aiutare a capire meglio gli errori che commettiamo.

I nostri comportamenti si possono classificare in tre grandi aree:

  • Comportamenti di routine basati su abilità apprese, per le quali l’impegno cognitivo è bassissimo ed il ragionamento è inconsapevole, automatico;
  • Comportamenti guidati da regole di cui la persona dispone, per eseguire compiti noti;
  • Comportamenti da attuare quando ci si trova in presenza di situazioni nuove o impreviste, cioè non conosciute per le quali non si conoscono delle regole o delle procedure di riferimento.

E in questa ottica anche gli errori si possono classificare in tre categorie:

  • vuoto di memoria: è un errore di esecuzione provocato da una dimenticanza;
  • dimenticanza o sbaglio involontario: è un errore di esecuzione che si verifica a livello di abilità;
  • si fanno le cose sbagliate: l’errore non viene commesso durante l’esecuzione pratica del piano d’azione, infatti le azioni vengono svolte come pianificate, ma ci sono altri problemi che portano all’errore. 

Si verificano degli errori perché si vuole accelerare un processo prendendo la scorciatoia; gli errori sono commessi per inesperienza o per eccessiva fiducia nelle proprie capacità.

Capire il tipo dei nostri errori è molto importante poiché ci mette nella condizione di decidere cosa fare per evitare di ripetere lo stesso errore in una situazione simile.

Per capire la differenza tra questi tre principali tipi di errore proponiamo il seguente esercizio nel quale vengono riassunte tre diverse situazioni con lo stesso oggetto.

Ciascuna di esse esemplifica uno dei tre errori principali commessi dall’agire dell’uomo.

  • Mio padre rientra la sera dell’anniversario di nozze senza alcun regalo e appena vede mia madre con il muso si ricorda di essersi dimenticato di comprarle le rose rosse che si era ripromesso di fare fin dal primo mattino.

    Infatti, di rientro dal lavoro ha guidato fino a casa in automatico, come fa tutte le sere, scordandosi completamente di fermarsi dal fioraio.

    Questo è un caso tipico di errore dovuto a vuoto di memoria.

  • A Natale mio fratello ha comprato un regalo per sua moglie ed uno per me.

    Appena apro il mio capiamo che mio fratello ha scambiato i due regali, e io mi ritrovo con un grazioso vestitino da sera e sua moglie con una lucente penna stilografica. Questo è uno sbaglio involontario, il secondo caso visto;

  • Ho intenzione di fare un regalo a mia moglie e poiché mi è sempre difficile fare dei regali in quanto non ci sono abituato, dopo molte indecisioni ho trovato qual’è il miglior regalo da farle.

    Appena lei lo apre capisco dalla sua espressione che non è affatto di suo gradimento e che ci è rimasta male, anche se ha cercato di non darmelo a vedere. Qui siamo nella terza categoria: si cerca di fare qualcosa, ma si è costretti a “inventarsi” una soluzione; e ci scappa l’errore.

    Con questo semplice esercizio abbiamo capito la differenza tra i tre principali tipi di errore, ora dobbiamo analizzare quale errore commettiamo più frequentemente.

Se gli errori che commettiamo più spesso sono dei primi due tipi, significa che abbiamo le giuste e complete conoscenze per svolgere il nostro compito ma dobbiamo essere più concentrati su quello che facciamo, dobbiamo ridurre le distrazioni e aumentare l’attenzione e il riposo.

Se invece rientrano nella terza tipologia dobbiamo impegnarci a migliorare le nostre conoscenze, dobbiamo studiare, prepararci meglio e addestrarci maggiormente su quel compito.

La cosa essenziale però rimane una sola: evitare di identificare la persona con il suo errore. Gli errori si possono, e si devono correggere, e così facendo ciascuno di noi può sperimentare una crescita del suo valore.

Un salutone da Marco.

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Oggi parliamo di te…

Proprio così.

Finora ti ho parlato di me e del mio prodotto…

Ma oggi voglio farti una domanda a bruciapelo.

Sei un PERDENTE o un VINCENTE?

Ti sei mai posta/o seriamente questa domanda ?

 

Sarai sicuramente concorde con me che è molto più facile e bello considerarci dei vincenti, l’immagine di chi perde ci riporta allo sportivo che fallisce, al bambino che perde nel gioco, al ragazzo che corre ed arriva dopo gli altri.

Però è l’atteggiamento con cui affrontiamo la vita quotidiana, il lavoro, la famiglia, che ci dice veramente chi siamo.

Vediamo assieme quali atteggiamenti distinguono una persona vincente da una perdente.

Un perdente tende a dire:

– Questo non si può fare

– Non si può fare meglio di così

– Non c’è tempo per farlo

– Non mi hai capito

– Non cambio opinione

 

Un vincente tende a dire:

– Vediamo cosa si può fare

– E’ una opportunità per migliorare

– Troverò il tempo per farlo

– Cercherò di esprimermi meglio

– Sembra che abbiamo opinioni diverse

 

Come puoi vedere, questi atteggiamenti evidenziano in modo diverso dal consueto la differenza tra le persone vincenti e perdenti.

Ora l’immagine del perdente è diversa da quella che avevi prima, ora ti puoi riconoscere meglio.

Quindi chi sei veramente ? Un vincente o un perdente ?

Cosa puoi fare per avere l’atteggiamento del vincente?

Puoi essere un vincente seguendo questi semplici consigli :

 

  • Fissa gli obiettivi
  • Prepara il resoconto sul loro raggiungimento
  • Controlla il grado di soddisfazione degli altri sui tuoi sforzi
  • Evita gli errori
  • Utilizza meglio le risorse
  • Impegnati costantemente
  • Impara a terminare ciò che inizi
  • Controlla lo stress

 

Un salutone e… ad maiora. Semper.

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Oggi parliamo di costi…

Probabilmente ti starai chiedendo quanto costa installare l’apparecchio che ti sto proponendo.

È normale, ma vorrei farti vedere piuttosto il contrario: cioè quanto ti costa NON averlo.

Abbiamo visto che l’acqua dinamizzata con i sistemi Sonatec ha numerosi vantaggi.

In primo luogo, rende sicura l’acqua che esce da tutti i rubinetti di casa tua per uso alimentare; quindi per bere e per cucinare.

Prendiamoci un orizzonte temporale di dieci anni, e vediamo cosa significa per le nostre tasche.

Probabilmente oggi stai acquistando acque minerali per bere, e stai cucinando con l’acqua di rubinetto. E, come abbiamo già visto, la bollitura non risolve affatto i problemi di inquinamento delle acque di rete; perciò

  • stai SPENDENDO SOLDI per le acque minerali,
  • stai TRASPORTANDO pesanti casse di acqua,
  • stai IMMAGAZZINANDO queste stesse casse,
  • stai ACCUMULANDO bottiglie vuote di plastica, e nonostante tutto ciò…                                                                                                                                                                                                                .
  • ti stai INTOSSICANDO lo stesso, con i cibi cotti con acqua di rete.

Facciamo due conti, almeno grossolani. In famiglia bevi due o tre bottiglie al giorno? Possiamo calcolare una spesa di un euro al giorno?

Se è così, stai spendendo 360 euro l’anno, e 3600 euro in dieci anni, SOLO per l’acqua minerale da bere, e SENZA RISOLVERE NULLA.

Andiamo avanti.

Il calcare costringe ad aumentare le dosi di detersivi, e ad usare ammorbidenti e prodotti anticalcare per avere migliori risultati di lavaggio.

Quindi vediamo. Possiamo calcolare 30 euro al mese per i detersivi? E altri 10 per gli ammorbidenti e gli anticalcare? Senza considerare i prodotti per l’igiene personale, che ugualmente saranno ridotti con migliori risultati di idratazione della pelle.

I detersivi saranno dimezzati, e i coadiuvanti del tutto azzerati. Quindi una spesa di 40 euro al mese sarà ridotta a 15; in un anno risparmierai 300 euro, in dieci anni 3000. Senza considerare i benefici per l’ambiente di una tale scelta.

Proseguiamo.

Una famiglia media spende dagli 800 ai 1500 euro l’anno per l’energia elettrica. La maggior parte di questa viene consumata per riscaldare l’acqua dentro lavatrici, lavastoviglie e scaldabagni; l’eliminazione delle incrostazioni calcaree vi farà risparmiare il 20% dei consumi, e quindi circa il 10% del costo. Stiamo parlando quindi mediamente di altri 100 euro l’anno, 1000 euro in 10 anni.

Ancora non abbiamo finito.

I lavaggi eseguiti in lavatrice con acqua calcarea causano una usura prematura dei tessuti. Quanto spendete per sostituire i vostri capi di abbigliamento? La risposta a questa domanda ovviamente dipende da voi… Ma sono certo che si tratta di cifre rilevanti; soprattutto se visti in un arco temporale piuttosto ampio.

E per concludere…

Lavatrice, lavastoviglie, scaldabagno, caldaia, dureranno di più e richiederanno meno interventi di manutenzione. L’intero impianto idraulico sarà al riparo dalla necessità di costosi interventi. Difficile quantificare esattamente questa voce… Ma senza dubbio è molto rilevante.

Ecco, abbiamo visto quanto vi costa… NON attrezzarvi con questa fantastica innovazione tecnologica!